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La Citroën DS è una delle automobili più influenti del Novecento: presentata al Salone di Parigi del 1955 e rimasta in produzione fino al 1975, ha portato su strada un concentrato di soluzioni tecniche e stilistiche che, per molti costruttori, sarebbero diventate “normali” solo anni dopo.

Perché la DS è diventata leggenda

  • Sospensioni idropneumatiche: comfort e stabilità fuori scala per l’epoca, con assetto autolivellante e altezza da terra regolabile.
  • Circuito idraulico centralizzato: non solo sospensioni, ma anche servofreno/servoassistenza e, su alcune versioni, gestione della trasmissione semiautomatica.
  • Fari direzionali (seconda serie): proiettori che seguono la sterzata, migliorando la visibilità in curva (con limiti di omologazione in alcuni mercati per un periodo).
  • Freni a disco anteriori: una scelta avanzata, con dischi montati in posizione “entrobordo” per ridurre le masse non sospese.
  • Design aerodinamico: linee pensate per penetrazione, non per moda; il risultato è un’icona senza tempo.

Storia in breve: dalla “VGD” alla “Dea”

Il progetto che avrebbe portato alla DS nasce già prima della guerra, come erede della Traction Avant. Con Pierre Boulanger alla guida, Citroën mette insieme un team d’eccezione: André Lefèbvre (ingegneria), Flaminio Bertoni (stile) e Paul Magès (sospensioni). La gestazione è lunga e complessa, ma nel 1955 la DS arriva sul palcoscenico internazionale e colpisce per modernità e coraggio progettuale.

Linea ed estetica: prima e seconda serie

La DS prima serie si riconosce per i fari anteriori “scoperti”; con il grande aggiornamento del 1967 arrivano i gruppi ottici carenati e,

su molte versioni, gli abbaglianti direzionali che ruotano insieme allo sterzo. La fiancata resta inconfondibile grazie ai passaruota posteriori semicarenati, mentre l’abitacolo sorprende con soluzioni originali come il volante monorazza.

Citroën DS

Citroën DS

Meccanica: la rivoluzione idropneumatica spiegata semplice

Il cuore tecnico è il sistema oleopneumatico: ogni ruota lavora con una sfera in cui olio e azoto (separati da una membrana) collaborano per smorzare buche e ondulazioni. L’auto mantiene l’assetto corretto anche a pieno carico e, su molte versioni, l’altezza può essere regolata su più posizioni.

Nei primi anni, l’affidabilità del circuito idraulico richiede affinamenti: i fluidi iniziali vengono poi sostituiti fino ad arrivare al definitivo LHM (verde), introdotto nel 1967, che risolve criticità di corrosione e perdite nel lungo periodo.

Evoluzione della gamma: le tappe principali

  • 1955: debutta la DS19 e l’impatto sul pubblico è enorme (ordini record al lancio).
  • 1957: arriva la ID, più semplice ed economica, per ampliare la platea.
  • 1958–1961: debutta la cabriolet (con allestimenti e produzioni speciali molto desiderate oggi).
  • 1965: nasce la DS21, più potente e più veloce, ai vertici della categoria.
  • 1967: restyling “seconda serie”, fari carenati e look ancora più futurista.
  • 1969: la DS21 I.E. introduce l’iniezione elettronica Bosch (Injection Électronique).
  • 1972: debutta la DS23 (anche I.E.), massima evoluzione tecnica della famiglia.
  • 1975: fine produzione, con l’eredità raccolta dalla Citroën CX.

Schede tecniche (principali versioni)

Nota: dati sintetici e orientati all’identificazione rapida delle versioni più importanti.

Versione Anni Motore / Cilindrata Potenza Cambio V. max Punti chiave
DS19 1955–1965 4 cilindri, 1.911 cm³ 75–83 CV (a seconda degli anni) Manuale / semiautomatico (in base alle versioni) ~140–160 km/h Debutto DS, sospensioni idropneumatiche, innovazione totale
DS20 1968–1974 4 cilindri, 1.985 cm³ 103–108 CV Spesso semiautomatico (in molte configurazioni) ~169–170 km/h Sostituisce DS19, più brillante e moderna
DS21 1965–1972 4 cilindri, 2.175 cm³ 109–115 CV Manuale / semiautomatico ~171–177 km/h Salto prestazionale, grande “granturismo” da viaggio
DS21 I.E. 1969–1972 4 cilindri, 2.175 cm³ (iniezione) 139 CV Manuale / semiautomatico (in base agli esemplari) ~188 km/h Injection Électronique Bosch: top di gamma, molto ricercata
DS23 1972–1975 4 cilindri, 2.347 cm³ 124 CV Manuale 5 / semiautomatico 4 / automatico 3 ~179 km/h Massima evoluzione “carburatore”, comfort da ammiraglia
DS23 I.E. 1972–1975 4 cilindri, 2.347 cm³ (iniezione) 141 CV Manuale 5 / automatico (in base agli allestimenti) ~191 km/h La DS più desiderata: prestazioni + raffinatezza tecnica

Versioni speciali da conoscere

Citroën DS (1955–1975): storia, innovazioni e schede tecniche 01

Citroën DS (1955–1975): storia, innovazioni e schede tecniche

  • Pallas: l’allestimento più lussuoso (materiali, finiture, dotazioni), oggi molto ricercato.
  • Break: le familiari “utility” della DS/ID, amate per praticità e fascino retrò.
  • Cabriolet Chapron: poche unità, altissimo valore collezionistico.

Curiosità e cultura di massa

La DS è entrata nell’immaginario collettivo anche fuori dall’automotive: è stata celebrata da fotografi e pubblicitari, è apparsa in film e racconti, ed è spesso indicata come una delle auto più rivoluzionarie di sempre. Indimenticabile l’episodio dell’attentato di Petit-Clamart (1962), quando la stabilità e l’assetto autolivellante contribuirono a mantenere controllabile l’auto anche dopo forature e colpi alla carrozzeria.

Perché oggi vale (davvero) la pena conoscerla

La Citroën DS non è soltanto un’auto storica: è un manifesto di ingegneria e design. Ancora oggi, guidarla (o anche solo vederla dal vivo) aiuta a capire cosa significhi costruire un’auto “in anticipo sui tempi”: comfort, sicurezza, soluzioni tecniche e personalità, tutto dentro un’unica silhouette impossibile da confondere.

Consiglio da appassionati: se cerchi la “DS definitiva”, molte collezioni puntano sulla DS23 I.E. o su una DS21 I.E. ben conservata; se invece vuoi il fascino della prima rivoluzione, la DS19 prima serie ha un carisma irripetibile.