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“Lidar è inutile”: perché il progetto del robotaxi di Tesla secondo Musk sta arrancando

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Dopo anni di promesse a investitori su una futura invasione di taxi autonomi Tesla sulle strade, Elon Musk ha lanciato in maniera limitata il suo servizio di auto senza conducente ad Austin, in Texas. Il debutto, però, è stato tutt’altro che impeccabile.

Il lancio del 22 giugno sembrava inizialmente un successo, con una valanga di video condivisi da influencer vicini a Tesla che elogiavano il servizio mostrando le loro esperienze a bordo. Musk ha definito l’iniziativa un trionfo e il giorno seguente il titolo Tesla è salito di quasi il 10%.

Tuttavia, si è subito scoperto che quegli stessi video promozionali mostravano anche le auto autonome infrangere il codice della strada o incontrare difficoltà operative. Già martedì, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha aperto un’indagine e richiesto a Tesla chiarimenti su alcuni episodi.

Se il lancio del robotaxi rappresentava, secondo Musk, il culmine di oltre un decennio di lavoro, le sue difficoltà ne evidenziano anche le problematiche tecniche e le decisioni progettuali di fondo, che riflettono la visione ostinata del miliardario su come raggiungere la piena guida autonoma.

La guida senza conducente è un pilastro centrale del futuro immaginato da Musk per Tesla. Con le vendite in forte calo nel 2025, Musk ha promesso un’espansione rapida e massiva del servizio. Ma l’avvio incerto suggerisce che Tesla deve ancora affrontare seri ostacoli tecnologici, attirando l’attenzione dei regolatori e mettendo in luce la distanza che separa l’azienda da concorrenti come Waymo, ormai molto più avanti.

Il test di Austin ha coinvolto una decina di veicoli circolanti in un’area ristretta, con conducenti di sicurezza seduti sul lato passeggero. Le corse, riservate a influencer selezionati, erano soggette a restrizioni – niente maltempo o guida notturna – e avevano un prezzo simbolico di 4,20 dollari, omaggio all’umorismo legato alla cannabis tipico di Musk.

“Il sistema di guida autonoma di Tesla può essere lanciato ovunque venga approvato. Non richiede attrezzature costose o mappature approfondite”, ha scritto l’account ufficiale dell’azienda su X (ex Twitter). “Funziona e basta.”

Ma in almeno 11 video pubblicati online, le performance delle auto non sono state così impeccabili. In un caso, un robotaxi ha sbagliato una svolta a sinistra, finendo nella corsia opposta prima di correggere la traiettoria attraversando la doppia linea gialla. Altri filmati mostrano veicoli che superano i limiti di velocità, frenano senza motivo apparente o scaricano passeggeri in mezzo agli incroci.

La NHTSA ha preso atto degli incidenti e ha chiesto a Tesla ulteriori informazioni.

Nel frattempo, Musk ha continuato a retwittare i commenti entusiasti degli influencer, ignorando le critiche. Uno dei post elogiava un robotaxi che si fermava per evitare un pavone sulla strada. Un altro diceva: “Non ascoltate i media”.

La crociata contro il Lidar

Musk sostiene da sempre che le sole videocamere siano sufficienti per ottenere una guida completamente autonoma. Le auto Tesla sono dotate di sistemi denominati “Autopilot” e “Full Self-Driving”, che permettono una guida autostradale senza mani, basata su un insieme di videocamere esterne.

I robotaxi Tesla utilizzano lo stesso software e fanno affidamento solo sulle videocamere, a differenza di aziende come Waymo e Zoox, che impiegano un mix di videocamere, radar e lidar. Ad esempio, l’ultima versione di un veicolo Waymo utilizza circa 40 sensori, mentre Tesla ne impiega solo 8, secondo un’analisi di Bloomberg. Lidar e radar migliorano le prestazioni in condizioni di scarsa visibilità o maltempo.

Nonostante questi vantaggi, Musk rifiuta categoricamente l’uso del lidar. “Lidar è inutile,” disse già nel 2019. “È costoso e superfluo.” Il costo? Circa 12.000 dollari a veicolo contro i 400 delle sole videocamere. Secondo Musk, usare videocamere è un approccio più “umano”, dato che gli esseri umani guidano usando gli occhi.

Indagini e cause legali per la guida autonoma

L’approccio “solo videocamere” ha però esposto Tesla a indagini governative e cause civili, a seguito di incidenti mortali. Si stima che la tecnologia sia stata coinvolta in almeno 736 incidenti e 17 morti, secondo il Washington Post.

“Tesla ha questa visione feticista di affidarsi unicamente alle videocamere, mentre chiunque conosca il settore sa che servono radar, lidar e videocamere insieme,” ha affermato l’avvocato Brett Schreiber, che rappresenta alcune vittime di incidenti legati all’Autopilot.

“Non sorprende affatto che il debutto ad Austin sia stato così traballante,” ha aggiunto. “La vera tragedia sarà vedere altre persone ferite o uccise a causa di queste scelte tecnologiche.”

Tesla non ha rilasciato commenti riguardo le indagini e le cause legate ai suoi sistemi di guida autonoma.

Tesla vs Waymo: due strategie a confronto

Oltre al dibattito tecnico, le differenze tra Tesla e Waymo riguardano anche la strategia di implementazione. Waymo, considerata il leader negli USA nella corsa alla guida autonoma, adotta un approccio graduale: mappa le città per anni e testa a lungo i suoi veicoli prima del lancio. A San Francisco, ha iniziato i test nel 2021 e aperto il servizio al pubblico solo nel 2024.

E anche Waymo non è esente da problemi. Nel 2024 ha richiamato oltre 1.200 veicoli per un bug che causava collisioni con oggetti fermi. La NHTSA ha ricevuto 22 segnalazioni di comportamenti anomali.

Tesla, al contrario, ha lanciato il robotaxi ad Austin senza specificare se abbia mai mappato o testato a lungo la città. Inoltre, non possedeva alcun permesso per il servizio, ma in Texas non esiste ancora un processo regolatorio attivo (previsto per settembre).

Il debutto ricorda quello fallimentare di Uber nel 2016, che avviò i test a San Francisco senza autorizzazione: una delle auto passò con il rosso il primo giorno, portando alla sospensione del progetto. Dopo essere stata citata in giudizio da Waymo e incapace di competere, Uber vendette la sua divisione di guida autonoma nel 2020.

Tesla, allo stesso modo, sembra accelerare i tempi per rispettare le scadenze promesse da Musk, che dal 2016 ripete che l’auto autonoma è “dietro l’angolo”. Con questo lancio, Musk potrebbe essersi avvicinato a quella meta… ma non senza inciampi

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